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Recensioni ed opinioni su Bitstamp, perché è meglio starne alla larga?

Bitstamp è uno degli exchange maggiormente conosciuti sul territorio europeo, oltre ad essere uno dei più longevi in attività, soprattutto dopo il fallimento di Mt Gox. Pur trattandosi di una piattaforma con qualche pregio, anche qui dobbiamo segnalare vulnerabilità agli attacchi informatici e una serie di svantaggi che la rendono inutilizzabile.

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Bitstamp è un exchange di bitcoin con sede in Lussemburgo. Permette il trading tra il dollaro americano e la criptovaluta bitcoin. Consente depositi e prelievi di contanti in dollari, euro, bitcoin, litecoin, ethereum o ripple.

La società è stata fondata come alternativa focalizzata sull’Europa all’exchange di bitcoin allora dominante, Mt Gox, che come sapete poi sarebbe fallito. Nonostante la società faccia trading in dollari americani, accetta depositi di denaro fiat gratuitamente solo attraverso la Single Euro Payments Area, meglio nota come SEPA, un meccanismo per il trasferimento di denaro tra conti bancari europei.

Bitstamp offre un’API per consentire ai clienti di utilizzare software personalizzato per accedere e controllare i propri account.

Cenni di storia dell’exchange

La società è guidata dal CEO Nejc Kodrič, un membro molto noto della comunità bitcoin, che ha co-fondato la società nell’agosto 2011 con Damijan Merlak nella sua nativa Slovenia, ma in seguito ha spostato la sua registrazione nel Regno Unito nell’aprile 2013, quindi in Lussemburgo nel 2016. Bitstamp ha esternalizzato alcune operazioni nel Regno Unito a causa della mancanza di adeguati servizi finanziari e legali in Slovenia.

Quando si è costituita nel Regno Unito, la società ha contattato l’autorità di vigilanza finanziaria del Regno Unito (FCA) come guidance, ma gli è stato risposto che il bitcoin non era classificato come una valuta, quindi l’exchange non era soggetto a regolamentazione (tenetelo sempre a mente quando decidete quale broker scegliere). Bitstamp afferma che invece si regola da solo, seguendo una serie di best practice per autenticare i clienti e scoraggiare il riciclaggio di denaro. Nel settembre 2013, la società ha iniziato a richiedere ai titolari di conti di verificare la propria identità con copie dei loro passaporti e registri ufficiali del loro indirizzo di residenza.

Nel febbraio 2014, la società ha sospeso i prelievi per diversi giorni a fronte di un denial-of-service distribuito, altrimenti noto come attacco informatico da parte di hackers. Bitcoin Magazine ha riferito che le persone dietro l’attacco hanno inviato una richiesta di riscatto di 75 bitcoin a Kodrič, che ha rifiutato a causa di una politica aziendale contro la negoziazione con “terroristi”.
Nel gennaio 2015, Bitstamp ha sospeso il suo servizio dopo un attacco durante il quale sono stati rubati un quantitativo di 19.000 bitcoin, riaprendo quasi una settimana dopo. Approfondiremo la questione in un capitolo a parte di questa recensione.

Nell’aprile 2016, il governo lussemburghese ha concesso una licenza a Bitstamp per essere completamente regolamentato nell’UE come istituto di pagamento, consentendogli di fare affari in tutti i 28 stati membri dell’Unione Europea.

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Quali sono le caratteristiche chiave dell’exchange Bitstamp

Bitstamp attualmente gestisce oltre 700 milioni di dollari di transazioni di criptovaluta al giorno ed è uno dei principali exchange di coppie di trading BTC / EUR, ETH / EUR. Tuttavia, oltre il 60% delle negoziazioni sulla piattaforma è assorbito dalle operazioni in dollari delle prime tre criptovalute.
Andiamo a vedere quali sono le principali caratteristiche dell’exchange, descritte approfonditamente nel seguente elenco:

  • Funzionalità – La piattaforma Bistamp è generalmente ben progettata e relativamente facile da usare. Il sito contiene tutti i dati chiave su prezzi e ordini, fornendo anche grafici e saldi costantemente aggiornati. Oltre a questo Bitstamp fornisce un’app mobile disponibile per utenti iOS e Android.
  • Commissioni basse – Bitstamp gestisce un sistema di commissioni più basso rispetto alla maggior parte degli exchange di criptovalute e i depositi via bonifico internazionale maturano una commissione pari allo 0,05% con un minimo di 7,50 dollari o euro. I prelievi internazionali tramite bonifico maturano una commissione dello 0,09% e il minimo che si può prelevare con questo metodo è di 50 dollari o euro. Le commissioni di negoziazione costano lo 0,25% per volumi mensili inferiori a 20.000 dollari, queste scendono fino allo 0,1% per un volume mensile di 20 milioni di dollari.
  • Sicurezza: il team opera con un alto livello di professionalità e rimane pienamente conforme a tutte le normative sugli asset digitali e alle leggi sulla protezione dei consumatori. L’exchange archivia tutte le sue cripto asset in cold storage offline, mentre i suoi asset online sono conservati e protetti su Amazon Web Services. Inoltre, i suoi conti in dollari americani sono assicurati dalla FDIC, mentre i suoi fondi sono detenuti in una banca a New York.
  • Assistenza clienti – È disponibile una sezione FAQ che cerca di rispondere alle domande più comuni e di dare istruzioni su come acquistare e vendere Bitcoin. Le richieste specifiche degli utenti vengono gestite via e-mail e il team di supporto mira a rispondere alle richieste dei clienti entro poche ore. Gli utenti possono anche chiamare l’ufficio più vicino per problemi di emergenza o più specifici.
  • Disponibilità internazionale – Oltre ad essere ampiamente disponibile in tutta l’Unione Europea e negli Stati Uniti, l’exchange è attualmente disponibile in oltre 60 paesi. Questi includono Australia, Brasile, Cina, Hong Kong, India, Giappone, Nuova Zelanda, Singapore e Corea del Sud.

I principali difetti dell’exchange

Dopo aver esaminato e anche lodato le caratteristiche principali di Bitstamp è giunto il momento di parlare di tutte quelle cose che invece, purtroppo, non ci hanno convinto. Sono i difetti congeniti di tutti gli exchange, dunque Bitstamp in questo non fa assolutamente eccezione. Analizziamoli uno per uno:

  • Il numero di criptovalute con cui poter fare trading è davvero limitato: questo exchange poteva andare bene qualche anno fa quando il boom di questo asset digitale era ancora lontano, ma oggi bisogna stare al passo coi tempi e comprendere che c’è tutto un universo al di fuori delle criptovalute principali che non può essere ignorato.
  • Le tariffe applicate per ogni acquisto con carta di credito sono ingiustamente esagerate: parliamo infatti di una commissione che è del 5% sul totale! Sono cifre assolutamente fuori mercato, tenendo conto che potrebbe esserci un’ulteriore tariffa applicata a seconda del piano tariffario che avete sottoscritto con il provider di questo servizio.
  • Il trading a leva non è consentito: questo rappresenta un grosso problema perché non permette a chi non è sufficientemente capitalizzato di ambire a grandi guadagni sfruttando la volatilità propria delle criptovalute. Anche la leva è altrettanto sconsigliabile, ma per lo meno deve essere data l’opportunità di scegliere.
  • Al solito, il supporto clienti non è considerato idoneo a gestire la mole dei clienti e delle loro richieste di aiuto: possono passare anche diverse ore prima di ricevere una risposta e, di solito, è un rimando a consultare la sezione FAQ del sito.

A questo si aggiunge, purtroppo, l’ennesimo caso relativo ai furti di bitcoin, resi possibili grazie ad attacchi informatici che hanno violato l’exchange, sancendo di fatto la sua vulnerabilità, al di là di quelle che possono essere le contromisure che sono state adottate dopo l’attacco subìto.

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La cronaca del furto di 19.000 Bitcoin

Sei dipendenti di Bitstamp sono stati presi di mira in un tentativo di phishing di una settimana che ha portato al furto dell’equivalente di 5 milioni di dollari in bitcoin nel gennaio del 2015, è quanto è trapelato dall’exchange stesso di bitcoin dopo un’indagine interna.

Il documento riservato, pubblicato su Reddit da un unico account, offre uno sguardo approfondito a quella che si ritiene sia la storia interna dell’hack, che ha provocato la perdita di circa 19.000 Bitcoin nel gennaio del 2015. Da allora, la società ha offerto scarsi dettagli su ciò che è accaduto dietro le quinte, citando la riservatezza riguardo alle indagini sui fondi persi.

Quello a Bitstamp è uno dei più grandi attacchi informatici agli exchange della storia

I risultati del rapporto sono notevoli in quanto illustrano i rischi degli exchange di bitcoin, compresi gli attacchi di ingegneria sociale in cui le informazioni personali vengono utilizzate per indurre le vittime a fornire un mezzo di accesso a dati sensibili.

Nel caso di Bitstamp, quelli dietro l’attacco hanno usato Skype ed e-mail per comunicare con i dipendenti e tentare di distribuire file contenenti malware facendo appello alle loro storie e interessi personali. Il sistema di Bitstamp è stato compromesso dopo che l’amministratore di sistema Luka Kodric ha scaricato un file che credeva fosse stato inviato da un rappresentante per un’organizzazione che stava cercando la sua iscrizione.

Il rapporto, attribuito al consigliere generale di Bitstamp George Frost, spiegava:

L’11 dicembre, nell’ambito della sua offensiva, l’hacker ha inviato una serie di allegati. Uno di questi, UPE_application_form.doc, conteneva uno script VBA dannoso offuscato. Una volta aperto, questo script è stato eseguito automaticamente e ha rimosso un file dannoso dall’indirizzo IP 185.31.209.145, compromettendo così la macchina.

E così, gli hacker sono stati in grado di accedere a due server contenenti il ​​file wallet.dat dell’hot wallet di Bitstamp e la password per quel file.

Si dice che le informazioni contenute nel rapporto provengano da un’indagine di terze parti condotta dalla società forense digitale Stroz Friedberg, nonché da investigatori che lavorano per il servizio segreto degli Stati Uniti, il Federal Bureau of Investigation (FBI) e le autorità britanniche di criminalità informatica.

Bitstamp ha rifiutato di commentare l’autenticità del rapporto una volta raggiunto.

Anche noi ci rifiutiamo di commentare l’accaduto, visto che la ricostruzione dei fatti parla da sé. Chi volesse approfondire la questione, può trovare l’articolo su Coindesk.
Per quanto riguarda il nostro lavoro, ci limitiamo a dire che dove non vi è sicurezza dei propri fondi, non ci può essere alcuna storia di serietà e pertanto invitiamo tutti i nostri lettori a non utilizzare questo exchange per la compravendita di criptovalute.

Preferiamo suggerire due broker alternativi, che risolvono i problemi precedentemente descritti, applicando commissioni più basse per i depositi e, soprattutto, assicurando che la liquidità dei clienti non venga sottratta dai pirati informatici e implementando un trading a leva che consenta, anche a chi non ha il capitale adeguato per fare trading, di poter sfruttare le oscillazioni e la volatilità che rendono il mercato delle criptovalute uno di quelli con maggiori potenzialità.

eToro

Broker molto conosciuto su scala globale, è cresciuto a dismisura negli ultimi anni per la sua tecnologia all’avanguardia e per un’innovazione che è molto piaciuta alla sua clientela: il social trading. Con questo sistema, il cliente può scegliere, come nei social network, di seguire i traders da lui (e dal mercato) ritenuti più profittevoli con un clic e inoltre potrà decidere di replicare integralmente la sua operatività! eToro è regolamentato dalla CySec, ha una piattaforma molto semplice da usare e ha spread ultra-competitivi per tutti i cfd su forex, azioni e indici che tratta. Di recente, ha implementato la sua offerta a ben 10 tra le criptovalute più conosciute tra cui Bitcoin, Ethereum, Dash, Litecoin e Ripple. In più c’è la possibilità di accedere al Cryptoportfolio, molto apprezzato dagli utenti di eToro perché permette loro di investire su più asset insieme, come se fossero un fondo. Investendo su un copy portfolio il trader può diversificare i propri investimenti perché non si starebbe concentrando su un singolo asset finanziario, ma su più asset di uno stesso settore o che comunque hanno alcune caratteristiche in comune fra loro. Uno di questi è il cryptoportfolio, che come dice la parola stessa è composto solo da criptovalute eToro.
L’ultima novità invece del broker, risalente al 19 aprile 2019, è il lancio dell’exchange di criptovalute, chiamato eTorox. Quest’ultimo è una controllata del Gruppo eToro e ha sede a Gibilterra, si tratta della divisione blockchain della piattaforma globale di investimento eToro con una sua stablecoin. Al momento della pubblicazione gli strumenti di trading disponibili sull’exchange sono i seguenti:

  • 8 fiat-stablecoin (eToro – dollaro neozelandese (NZDX), eToro – Yen Giapponese (JPYX), eToro – Franco svizzero (CHFX), eToro – dollaro statunitense (USDEX), eToro – Euro (EURX), eToro – Sterlina (GBPX), eToro – Dollaro Australiano (AUDX), eToro – Dollaro canadese (CADX).
  • 6 crypto Bitcoin (BTC), Ethereum (ETH), Ripple (XRP), Dash (DASH), BitcoinCash (BCH) e Litecoin (LTC)
  • 37 coppie tra cui BTC-USD, XRP-GBP ed altre.

Per accedere al mondo di eToro ed iniziare a negoziare criptovalute è sufficiente registrarsi con una e-mail e una password ed effettuare un deposito minimo di 200$. Una volta entrati nel sistema, il portale che vi si presenta davanti è intuitivo, tutte le asset-class sono suddivise per genere per cui con assoluta velocità potrete selezionare dove comprare o vendere!

Ricapitolando, avete in un unico broker la piattaforma dedicata al trading, il portafoglio per conservare le vostre cripto e da poco anche un exchange per negoziare le tante cripto disponibili con i relativi cambi fiat. Siete ancora convinti che vi serva Bitstamp per negoziare criptovalute?

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Plus500

Sfogliando in rete, non ho potuto fare altro che constatare come le recensioni di questo broker siano tutte estremamente positive e i motivi sono molteplici. Potrei citarvi, per esempio, che i costi relativi allo spread sono i più convenienti del mercato! E cosa dire, allora, del fatto che Plus500 Ltd sia quotato al London Stock Exchange, se non rimarcare il fatto che stiamo parlando di un colosso dei broker online!
Inoltre, diamo insieme uno sguardo alla piattaforma, semplice, intuitiva che vi consente in modo pratico di selezionare un determinato strumento finanziario, il time-frame di riferimento e applicare al grafico tutta una serie di indicatori tecnici che vi aiuteranno ad essere dalla parte giusta del mercato e inanellare profitti su profitti!

Perché scegliere Plus500:

  • E’ un broker regolamentato dalla FCA
  • Ha una piattaforma all’avanguardia e pratica nell’utilizzo e compatibile con PC, smartphone e tablet
  • Vi fornisce un conto demo che vi permetterà di simulare le operazioni con quantità illimitata: il modo migliore per imparare!
  • Deposito minimo ridottissimo (100 euro)
  • Assistenza gratuita 24 ore su 24, 7 giorni su 7, attraverso e-mail e live chat
  • Materiale formativo suddiviso per argomenti
  • Costi di commissioni ridotti al minimo
  • Depositi e prelievi rapidi e sicuri con bonifico, carta di credito, Paypal

Parlando esclusivamente delle criptovalute, su Plus500 è possibile negoziare Bitcoin, Ripple, Ethereum, Litecoin, Neo e Iota e altre con una leva massima di 1:2 (con un capitale di 100 euro si ottiene l’effetto di 200 euro) e in più si può negoziare l’indice Crypto10, un indice che misura le prestazioni delle 10 cripto principali, pertanto sarà come averle tutte in portafoglio!

Per tutti i motivi sopra citati, velocità di esecuzione, semplicità ed efficacia della piattaforma, supporto clienti sempre disponibile live via chat e per la serietà che il broker ha dimostrato fin dal suo avvio nel 2008 e ora potendo contare su una capitalizzazione che supera il miliardo di euro, Plus500 è un broker che garantisce la sua affidabilità e pertanto è fortemente consigliato dal sottoscritto!

Le nostre considerazioni finali sull’exchange

Bitstamp si è imposto come principale exchange soprattutto sul territorio europeo essendo uno dei più longevi in attività. Tuttavia, non ci sembra abbastanza in linea con i tempi moderni in quanto offre la possibilità di negoziare solo le 5 principali criptovalute e, per lo più, senza margin trading. Penalizza eccessivamente i depositi con carta di credito ed ha un servizio clienti giudicato non all’altezza del compito che deve assumere.
In più, vi abbiamo raccontato di com’è stato facile per gli hacker violare la sicurezza degli exchange e rubare ben 19000 bitcoin per un ammontare complessivo stimato, all’epoca dei fatti, di oltre 5 milioni di dollari.

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