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Comprare azioni Eni, analisi e quotazioni aggiornate

Tra le società italiane più famose in assoluto spicca sicuramente il nome di ENI, la società italiana infatti ha sempre più preso posto nel mercato europeo fino a diventare una delle aziende più rinomate nel settore energetico.

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Nel Mercato borsistico uno dei settori che si è sempre rivelato tra i più interessanti è quello dell’energia. Attualmente, investire in azioni ENI sembra davvero una buona opzione per ottenere dei buoni profitti.

L’Ente Nazionale Idrocarburi, ENI per l’appunto, è da molto tempo sulla scena Europea per quanto riguarda l’energia. Si occupa principalmente della raffinazione e della distribuzione del petrolio, ma anche di gas naturale, di produzione di elettricità di idrocarburi, come indica il nome stesso, e di servizi energetici in generale.

ENI non lavora solo in ambito nazionale, ma in tutta Europa e ha interessi anche nel continente asiatico, e in Africa.

Il gruppo ENI e la sua storia

Lo stato italiano, apre ENI nel 1953. Il primo presidente storico fu Enrico Mattei, che si incaricò di indirizzare l’azienda fino al 1962.

Viene quotata in borsa per la prima volta nel 1992, e da allora ENI ha acquisito varie società Europee che si occupavano del settore energia. Ad oggi ENI è comunque una delle grandi società orgoglio nazionale, copre infatti il sesto posto nella classifica dei gruppi petrolifici del mondo.

Eni SpA è quotata sia al New York Stock Exchange (NYSE) che nell’indice FTSE MIB di Milano.

Anche quest’anno Eni fa parte dei titoli presenti in Euro Stoxx 50

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ENI e i suoi concorrenti

Per quanto riguarda il settore petrolifero ricoperto da Eni, i diretti concorrenti sono Total e Royal Dutch Shell, due colossi del settore che non hanno bisogno di grandi presentazioni.

Eni occupa circa 35.000 dipendenti, dislocati in tutto il mondo

Per quanto riguarda invece il settore gas i concorrenti diretti di Eni sono Engie, EDF e Direct Energie.

I collaboratori di ENI

Il gruppo Eni è composto da vari settori che fanno capo all’azienda principale, alcuni di questi hanno recentemente firmato degli accordi di collaborazione con:

  • Sonatrach per quanto riguarda i petrolchimici.

  • Total per una ricercasu tecnologia EST (Eni Slurry Technology).

  • Fincantieri per lo sviluppo di centrali elettrichea e gas naturale.

Le quotazioni ENI

L’analisi tecnica più recente effettuata sulle azioni Eni prevede un rialzo per le azioni dell’azienda, come sta avvenendo anche per altre realtà d’investimento in azioni italiane.

Il settore petrolifero ha negli ultimi anni registrato un calo a vantaggio delle società che si incaricano di produrre energia da fonti rinnovabili, ad ogni modo Eni ha saputo sfruttare le nicchie di settore espandendo il suo territorio di competenza a livello mondiale.

Il flusso di cassa operativo per il 2018 è stato pari a 7,7 miliardi di euro, la stima è stata fatta considerando il prezzo a barile tra i 50 e i 60 dollari. Le previsioni per il 2019 prevedono che si possa avere un aumento un aumento a 0,84 euro.

L’andamento del titolo Eni nel tempo

ENI dal 2010 fino al 2014 ha potuto contare su un costante rialzo con 1,04 euro 1,04 euro nel 2011, poi salito a 1,08 euro nel 2012, fino ad arrivare a 1,10 euro nel 2013 e infine 1,12 euro nel 2014.

Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni

Il 2015 ha registrato una contrazione del mercato, la barra dei dividendi a 0,80 euro, il “dividend vield” registrato negli ultimi anni ha subito infatti molteplici variazioni: 6,1% nel 2010, 6,6% nel 2011, 5,9% nel 2012, 6,5% nel 2013, 7,6% nel 2014 e 5,7% nel 2015.

Nel 2016 il bilancio è stato chiuso con un utile di 4,5 miliardi di euro.

Le previsioni di Eni per il 2019 indicano che il titolo potrebbe salire, portando da 15,5 a 15,9 euro il valore del titolo.

Eni, perché investire sui suoi titoli

Come primo punto a favore di Eni dobbiamo considerare che si tratta di un colosso a livello mondiale, che ha conquistato la sua posizione nel tempo e nel mercato e che si posiziona comunque in un punto stabile e costante.

Offre comunque dei servizi differenziati, e non focalizza il suo bilancio in un solo ambiente di produzione. E’ comunque una delle aziende più radicate nel territorio europeo.

Il gruppo dipende solo marginalmente da subappaltanti e intermediari, per cui può gestire in piena autonomia le proprie strategie di distribuzione e di commercializzazione.

Eni investe continuamente grandi cifre in ricerca e sviluppo, e questo fa ben sperare in un’ulteriore passo nel futuro dell’azienda.

Quali sono i punti deboli di ENI

Quando si pensa di acquistare le azioni di una determinata azienda non si possono analizzare solo i suoi punti di forza, ma anzi è meglio prestare particolare attenzione ai suoi punti deboli.

Nel 2017 Eni ottiene un Maxi Contratto per la fornitura di Gas Naturale Liquefatto in Pakistan

La redditività dell’azienda è calata negli anni della crisi (ci riferiamo alla crisi del 2008) e l’azienda sta ancora risalendo la china da quella battuta d’arresto. Eni inoltre ha avuto negli anni la fama di avere una cattiva amministrazione che non ha gestito al meglio le risorse e le possibilità reali del gruppo, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei costi di produzione e le strategie di vendita dei prodotti nel settore dell’energia.

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Investire in Eni

Se alla fine vi siete convinti e Eni fa per voi, e considerate il titolo come una buona opportunità d’investimento, ecco alcuni consigli che sarebbe bene seguire:

ENI cerca attualmente di posizionarsi sul mercato del GNL (Gas Naturale Liquefatto). Se dovessero andare in porto alcune dei possibili campi di Eni in questo senso le azioni Eni salirebbero decisamente.

Il gas liquefatto rientra tra le energie che si stanno sviluppando in questo particolare periodo storico e si considera energia pulita.

ENI ha anche incentrato parte del suo bilancio nella produzione di energia a base di prodotti riciclati. In un mondo che sta sempre più attento all’aspetto ecologico, consideriamo questo punto molto importante per il futuro di Eni.

Il fatto che Eni abbia subito un calo di redditività in tempo di crisi, non è molto indicativo per il futuro, in quanto lo stesso calo di redditività è stato registrato anche da tutti i suoi diretti concorrenti.

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