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Azioni Bialetti da comprare immediatamente

L’omino con i baffi e il dito puntato in alto delle famose e inimitabili caffettiere Bialetti, oggi ha anche un bel sorriso, Bialetti Industrie Spa ha infatti avuto una grande giornata in borsa valori. Il titolo negli ultimi sei mesi è stato un po’ altalenante, ma la volatilità a medio termine continuamente registrata ha permesso a molti appassionati di trading online di guadagnare comprando CFD e speculando su questo titolo.

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L’omino con i baffi e il dito puntato in alto delle famose e inimitabili caffettiere Bialetti, oggi ha anche un bel sorriso, Bialetti Industrie Spa ha infatti avuto una grande giornata in borsa valori.

Il titolo negli ultimi sei mesi è stato un po’ altalenante, ma la volatilità a medio termine continuamente registrata ha permesso a molti appassionati di trading online di guadagnare comprando CFD e speculando su questo titolo.

La Bialetti non produce solo caffettiere, ma anche piccoli elettrodomestici ed è diffusa e conosciuta in molti paesi del mondo.

Ha un fatturato che si aggira attorno ai 177 milioni di euro l’anno.

Il marchio in Italia, patria indiscussa del caffè con la moka, è molto conosciuto e apprezzato. Praticamente ogni casa italiana ha una caffettiera Bialetti in cucina.

Per quanto riguarda il titolo in borsa, si considera tutt’ora un investimento ad alto rischio per quanto riguarda il lungo termine, ma perfetto per l’intraday.

Bialetti: un po’ di storia

Il Gruppo Bialetti nasce alla fine degli anno novanta,  in seguito alla fusione di due grosse azinende italiane che già avevano una buona diffusione in territorio nazionale: Rondine Italia era la prima società, aveva sede a Coccaglio in provincia di Brescia e si occupava in particolare della produzione e distribuzione di pentole. Rondine era una delle società molto conosciute e tradizionalmente molto diffusa in Italia. Naturalmente la seconda società interessata nella fusione è stata la Alfonso Bialetti & C.

Quest’ultima, che poi ha dato il nome al gruppo, era già produttrice conosciuta di caffettiere, ed era stata comprata pochi anni prima dalla famiglia Ranzoni.

L’inizio del nuovo millennio è comunque un ottimo momento per Bialetti, avvengono varie acquisizioni, a partire da  aziende minori, ma comunque piuttosto attive, come Pres-metal Casalinghi e Gb-Guido Bergna.

Nel 2005 Bialetti decide di occuparsi anche di altri aspetti della casa di tutti noi e compra la società Girmi, produttrice di accessori per la cucina e piccoli elettrodomestici di uso quotidiano.

Nello stesso anno avviene anche l’acquisizione di CEM, specializzata invece sulla cottura e particolarmente diffusa in Turchia.

La scalata al successo di Bialetti non si ferma, e poco dopo avviene anche l’acquisizione di Aetermun, specializzata nella produzione di accessori in acciaio.

L’IPO alla borsa di Milano per il gruppo Bialetti avviene nel 2007. In quell’anno il gruppo ha i numeri per sfondare sul mercato. Per prima cosa mantiene i marchi di produzione delle aziende acquisite, e soprattutto concentra sul mercato italiano la vendita delle caffettiere.

Secondo le stime in quell’anno ben 74 famiglie italiane su 100 avevano in casa per lo meno una caffettiera Bialetti.

Considerando quanto noi italiani siamo dediti al caffè in tavola, possiamo dire che Bialetti è entrata per sempre nei nostri cuori.

Gli stabilimenti Bialetti non erano dislocati solo sul territorio nazionale, ma parte della produzione avveniva anche all’estero, ed in particolare in Turchia (dove l’azienda aveva riutilizzato gli stabilimenti CEM), in Romania e India.

Purtroppo la crisi economica ha toccato anche l’universo delle caffettiere, come anche del resto della produzione Bialetti, così nel 2010 l’azienda chiude il suo storico stabilimento a Crusinallo, cercando di risparmiare sui costi di produzione e decentralizzando la produzione in altri paesi dell’Est Europa.

Purtroppo non è sufficiente, e lo stesso anno viene anche ceduto lo stabilimento indiano, pur mantenendo il controllo della produzione e economica.

Il 2015 è l’anno in cui il Gruppo si vede costretto a vendere il marchio Girmi a Trevidea.

Purtroppo non sembra essere finito il periodo no di Bialetti, infatti nel 2017 avviene un ulteriore calo delle vendite, in particolare per quanto riguarda le caffettiere. Si parla di un calo che si aggira attorno  al 5,3%, il bilancio.

In seguito a questo dato negativo, il Gruppo Bialetti registra un indebitamento finanziario di 78,2 milioni di euro di fronte a un patrimonio netto di 8,8 milioni.

 

I ricavi nello stesso anno ammontano a 176,8 milioni (con un calo dell’1,8%) e una perdita di 5 milioni rispetto all’utile di 2,7 milioni ottenuto nel 2016.

La società si trova nel corso di questo 2018 a dover rinegoziare con le banche l’accordo sul debito scaduto a fine 2017. L’operazione ha messo ulteriormente in crisi il gruppo, e naturalmente c’è moltissima preoccupazione per il suo futuro.

Durante tutto l’anno, in Borsa il titolo Bialetti è più volte rinviato al ribasso.

Si calcola che dal 2007, anno della quotazione, ad oggi, il titolo abbia perso circa l’80% del suo valore.

Certo gli amministratori Bialetti negli anni hanno fatto delle scelte troppo azzardate e probabilmente hanno gestito male il potenziale dell’azienda, i danni sono stati ingenti e anche il forte momento di crisi che ha imperversato per l’Europa non è stato d’aiuto per risolvere una situazione tesa dal punto di vista economico.

Nonostante tutto il nome del marchio risulta ancora molto conosciuto e a lui viene a tutt’ora associata la qualità di un ottimo caffè fatto in casa. Molti di noi, investitori o meno, ci sentiamo davvero abbattuti nel pensare che un marchio italiano tanto prestigioso e apprezzato possa scomparire definitivamente dal mercato.

Ad ogni modo non tutto sembra ancora perduto, e forse il futuro presenta delle possibilità per Bialetti. Il momento del riscatto potrebbe essere vicino, e gli investitori posso potenzialmente ricavare ancora dei buoni guadagni per un investimento in Bialetti.

Perchè allora investire sulle azioni Bialetti

le azioni Bialetti in questo momento hanno un valore pressoché irrisorio. Ma a rendere interessante un eventuale investimento (ad altissimo rischio, ci teniamo a sottolinearlo), e il fatto che nell’ottobre 2018 la società ha annunciato che il fondo americano Och-Ziff Capital avrebbe investito 40 milioni, con l’intento di produrre una completa ristrutturazione del debito.

C’è stato quindi un  aumento del capitale del 25%.

 

Per quanto riguarda un possibile investimento sul titolo Bialetti

Siamo ben coscienti che molti di voi considerano un investimento sulle azioni del Gruppo Bialetti un vero e proprio azzardo, soprattutto se si considera che le beghe legali non sono ancora confuse e che quindi la situazione è tutt’ora instabile. Ma in questo momento un investimento in azioni non costa praticamente nulla, e si tratta di una soluzione prendi tutto o perdi tutto.

Naturalmente è opportuno controbilanciare l’investimento con un opportuna differenziazione del paniere d’investimenti, magari optando per un investimento su titoli che garantiscono un livello di stabilità più alto e maggiore sicurezza finanziaria.

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